Taormina, Cosa vedere in un giorno

taormina

Taormina è considerata una delle città più belle di tutta la Sicilia.

Passeggiare per le vie di Taormina sue vie è fare un viaggio attraverso la storia della Sicilia, ancora oggi sono visibili ancora oggi le tracce delle diverse dominazioni e culture che si sono succedute nel corso dei secoli. Araba, romana, greca, barocca e normanna.

Origine

Taormina rappresenta il cuore del turismo in Sicilia. Meta di grandi viaggiatori, scrittori e registi fin dai secoli è più remoti. Il panorama mozzafiato e indescrivibile, rende questa piccola cittadina messinese una delle destinazioni più affascinanti e suggestive della Sicilia. Definita da Goetheil più grande capolavoro dell’arte e della natura” racchiude paesaggi naturali, bellezze architettoniche di estimabile valore artistico e culturale. Arroccata sulla scogliera, deve il suo fascino alla sua molteplice storia, in cui diverse civiltà si sono susseguite, alternando nel tempo, tradizioni, storie e culture. Taormina, conosciuta anticamente con il termine Tauromenium cioè “Abitazione del Tauro” (il nome del monte su cui poggia) fu abitata da prima dai Siculi e successivamente dai Calcidesi di Naxos, intorno al 735 a.C. Come abbiamo già accennato, la storia di Taormina è un intrecciarsi di dominazioni: greci, normanni, arabi e romani hanno lasciato diverse impronte del loro passaggio

COSA VEDERE A TAORMINA

Il centro storico è delimitato da Porta Messina, un monumento voluto dal duca Ferdinando I per ringraziare i taorminesi e la loro devozione verso la casata nobiliare degli Asburgo. Denominata anche Porta Ferdinandea possiamo dire che “segna” l’ingresso in città dato che è la prima bellezza architettonica che incontriamo non appena arriviamo nella città di Taormina. Dal lato opposto, sempre lungo il corso Umberto, sul lato sud  vi è un’altra porta identica che però assume il nome di Porta Catania. Quest’ultima, prima del 1840, veniva chiamata “Porta del tocco” per la presenza dell’omonima piazza, Largo del Tocco. 

L’antico corso, Corso Umberto è quello che possiamo definire come centro storico dato che è la via più rinomata ed importante della città. Qui si trovano diversi negozi, ristoranti e bar. Prelibatezze locali e Prodotti artigianali vengono esposti, creando un gioco di colori, sapori e profumi.

Caratteristici sono i vicoli che la gente del posto, organizza e addobba creando dei veri e propri “dipinti reali” unici e affascinanti. Vasi in ceramica decorati con colori vivaci, teste di moro poste sui balconi e trinacrie, simboli della terra sicula ammaliano turisti e non solo. Questa via non è affascinante solo per i negozi di souvenir destinati solo ai turisti, ma soprattutto perché proprio lungo tutto il corso possiamo trovare le boutique dei prestigiosi marchi italiani e non solo. Ricordiamo che un tempo Taormina, era meta di elité, i ceti più alti adoravano passeggiare per le vie del centro e pranzare in qualche ristorante rinomato della città, sopra il mare, per godersi una vista unica e spettacolare, nonché la migliore cucina locale. Ed è per questo che ancora oggi, abbiamo i migliori alberghi siculi, anche extra lusso. Ma non solo ad affascinare milioni di visitatori in tutto il mondo sono le sue bellezze artistiche, uniche ed invidiabili.

Il Teatro Greco

Considerato uno dei teatri più belli del mondo. Emblema della città di Taormina, fu costruito intorno al III secolo a.C. dai Greci che utilizzarono le pietre della montagna, dopo averle lavorate e posizionate in modo tale da formare un teatro a cielo aperto. Anche se in età romana venne quasi interamente rifatto. La caratteristica fondamentale di questo teatro è proprio quello di aver una sceneggiatura stupefacente realizzata naturalmente. I greci, abili nella costruzione di monumenti architettonici, realizzarono infatti la cavea (posto riservato agli spettatori) in modo tale che quest’ultimi potessero godere della vista sulla costa, oltre che per ragioni sceniche, dato che utilizzavano la luce naturale durante la realizzazione delle proprie rappresentazioni. Di forma semicircolare era costituto: dalla scena che conserva ancora la struttura originaria, anche se alcune parti, nel corso del tempo, furono asportate per realizzare palazzi e ville vicine; la cavea che è formata dalla gradinata che poteva contenere sino a 54.000 spettatori e dai portici, anch’essi utilizzati come posti a sedere mentre l’orchestra destinata ad ospitare il coro che accompagnava con la musica la rappresentazione scenica. Durante il periodo greco venivano rappresentate tragedie, commedie e drammi, con i romani cambiò un po’ la sua destinazione e si trasformò in luogo adatto ad ospitare gladiatori per i loro giochi e battaglie navali. Una volta entrati si rimane letteralmente colpiti dalla bellezza del panorama, il blu del mare si confonde con il verde della vegetazione, il tutto incorniciato dai resti antichi greci che donano un’atmosfera surreale e d’altri tempi, mentre in lontananza, sullo sfondo l’Etna, ignaro protagonista di una storia senza tempo. È il luogo più caratteristico ed unico di tutta Taormina, nonché il secondo teatro più antico in Sicilia dopo quello di Siracusa. Appassionò diversi scrittori e viaggiatori durante il loro Gran Tour, lo stesso Goethe scrisse a proposito «Se ci si colloca nel punto più alto occupato dagli antichi spettatori [del Teatro antico], bisogna riconoscere che mai, probabilmente, un pubblico di teatro si vide davanti qualcosa di simile. Sul lato destro si affacciano castelli dalle rupi sovrastanti; più lontano, sotto di noi, si stende la città e, nonostante le sue case siano d’epoca recente, occupano certo gli stessi luoghi dove in antico ne sorgevano altre. Davanti a noi l’intero, lungo massiccio montuoso dell’Etna; a sinistra 1a sponda del mare fino a Catania, anzi a Siracusa; e il quadro amplissimo è chiuso dal colossale vulcano fumante, che nella dolcezza del cielo appare più lontano e più mansueto, e non incute terrore.» Oggi viene utilizzato per ospitare rappresentazioni e concerti, nonché festival del cinema e della musica. Rimane ancora oggi uno dei luoghi più incantevole ed eccezionale di tutta la Sicilia.

Il Palazzo Corvaja 

Il Palazzo Corvaja era anticamente di appartenenza della famiglia più nobile e rispettata di Taormina, i Corvaja appunto. Fu la loro dimora da 1538 al 1945. Risalente al periodo medievale presenta diversi stili architettonici: quello arabo, gotico e normanno. La torre che aveva una funziona difensiva è araba, in particolare le merlature, gotiche sono invece le bifore del salone trecentesco mentre di epoca normanna è la sala quattrocentesca, luogo in cui si riuniva anticamente il Parlamento Siciliano.

Il Palazzo prese il nome anche di palazzo della Regina Bianca di Navarra, perché durante la prima seduta del parlamento, esattamente nel 1409, il consiglio si riunì per nominare il nuovo re di Sicilia, dato che il re reggente Martino il Giovane, non aveva eredi. Fu eletto il padre, Martino il vecchio, che però lasciò il “comando” alla nuora, la Regina Bianca di Navarra che divenne così vicaria del regno di Sicilia. (ricordiamo che essendo donna non poteva regnare sul suolo siciliano, infatti fu legittimato il piccolo Federico, nipote del marito defunto che regnò assieme ad essa sul suolo siciliano). Successivamente venne restaurato, in particolare i lavori vennero affidati all’architetto Armando Dillon sopraintendente ai monumenti in Sicilia dal 1941 al 1955. Solo dopo la Seconda guerra mondiale il palazzo divenne di proprietà della famiglia Corvaja da cui prese poi il nome.

Chiesa di San Giuseppe e Piazza XI Aprile

Piazza XI Aprile è la piazza per eccellenza, non solo perché circonda un bellissimo gioiello barocco come la Chiesa di San Giuseppe ma soprattutto per la stupefacente vista sulla costa. Arrivati qui, è impossibile non fare una sosta per godersi il panorama. Il mare sullo sfondo, “adagiato” ai piedi dell’Etna, dona una meravigliosa “cartolina in 3d”, difficilmente dimenticherete di aver visto tanta meraviglia.

La Chiesa, costruita tra il 1600 e il 1700 in stile tipicamente barocco, presenta una doppia scalinata, che porta al portale principale, il tutto delimitato da una balaustra realizzata utilizzando la pietra bianca di Siracusa. L’interno invece è costituito da un’unica navata e un transetto sormontato da una cupola.
Piccola particolarità: un tempo era sede della “Confraternita delle anime del Purgatorio” infatti come segno di purificazione dai peccati, sia lungo la facciata che all’interno, troviamo dei segni raffiguranti umani in mezzo alle fiamme dell’inferno.

Accanto ad essa non possiamo non notare la “Porta di mezzo”. Un grande arco sottostante la Torre dell’Orologio, che segna il passaggio della parte classica a quella ellenistica del borgo medievale. Fu costruita nel XII secolo utilizzando i resti delle mura difensive della città. Ma alla fine del XVII secolo venne rasa al suolo dai francesi, e fu ricostruita nel 1679 proprio per volere degli stessi cittadini che vollero riedificarla, collocando al centro un nuovo “dettaglio”, un orologio. Da qui, il nome Torre dell’orologio.
Le campane suonano a festa durante le feste patronali, il 9 luglio in occasione della festa di San Pancrazio, e quando la città elegge un nuovo sindaco.

Cattedrale di Taormina

Edificata intorno al 1400 sui ruderi di quella che era una piccola chiesetta dedicata a San Nicola di Bari, la Cattedrale Fortezza, così come viene comunemente chiamata è un perfetto esempio dello stile dell’epoca.
Costruita a croce latina su tre navate, il monumento medievale presenta delle merlature non solo lungo la facciata frontale, ma anche in quelle laterali. L’ingresso principale, è sormontato da un frontone spezzato, mentre in alto vi è un rosone rinascimentale di pietra calcarea bianca proveniente dalla città di Siracusa.

Molto particolare è la fontana posta di fronte la chiesa “La fontana del Minotauro”. Posta su una base circolare, è tipicamente barocca. Costruita nel 1635 raffigura quattro cavalli marini, e in ognuno fuoriesce l’acqua.

La villa Comunale

La villa comunale è il luogo taorminese per eccellenza che entusiasma grandi e piccini. Ben 22.400 metri circa di verde, ed è per questo che viene definito giardino pubblico. La sua costruzione è legata non solo al periodo florido del XIX secolo, periodo in cui Taormina era meta di viaggiatori e personaggi illustri, ma soprattutto ad una nobildonna scozzese: Lady Florence Trevelyan. Quest’ultima, nipote della regina vittoria, dopo una grande delusione amorosa, decise nel 1889 di recarsi a Taormina. Qui incontrò Salvatore Cacciola, docente dell’università di Padova e sindaco della città con cui si legò fedelmente, tanto da sposarlo. Insieme andarono a vivere al Palazzo Cacciola, e presto rimase incinta. Purtroppo la gravidanza non andò a buon fine e la perdita del bambino la segnò terribilmente. Si dedicò con passione nella realizzazione di questo giardino, facendo coltivare piante inebrianti e colorate, in perfetto stile inglese e definendolo da essa stessa “Hallington Siculo”. Caratteristiche sono le cosiddette “Victorian Follies” costruzioni destinate alla ornitologia. Lady Florence morì nel 1907 e le sue ceneri furono disperse nel Monte alle spalle della città di Taormina, Monte Venere.

Oggi il giardino accoglie grandi e piccini, che vogliono trascorrere del tempo immersi nella natura.

Isola Bella

Un altro luogo è legato a Lady Florence Trevelyan. L’Isola Bella, un isolotto ai piedi di Taormina, che Lady Trevelyan acquisì nel 1890. Originariamente di proprietà del re Ferdinando I di Borbone, fu donato da egli stesso, nel 1806. Il nome “Isola bella” si deve al tedesco Wilhem von Gloeden, fotografo affermato che si innamorò della città di Taormina, tanto da realizzare numerosi lavori fotografici. La valorizzazione invece si deve a Lady Trevelyan che se ne prese cura e coltivò delle essenze, inoltre costruì una dimora molto caratteristica. L’isola fu di proprietà della storica famiglia Bosurgi, proprietari dell’azienda messinese di agrumi “Sanderson” nel 1954 ma a causa delle difficoltà economiche dovute appunto al fallimento aziendale, l’isola finì all’asta assieme ad altre rendite degli Bosurgi. La bellezza e la particolarità dell’isola non passò inosservata alle istituzioni locali, che fecero di tutto affinché la città di Taormina ne riservasse la proprietà acquisendola. Fu così che nel 1984 la Regione siciliana dichiarò “monumento naturale” l’isola, ponendola come area soggetta a vincoli di tutela, nonché d’interesse storico ed artistico. Nel 1990 divenne proprietà della regione e 1998 Riserva Naturale. Entrò a far parte come Sito di Interesse Comunitario nel 2000.

Oggi è un gioiello naturalistico, che ogni anno ospita migliaia di turisti e locali che approfittano dell’isolotto per una bella giornata al mare. Il mare è qualcosa di stupendo, consigliato il tour locale che vi farà fare il giro in barca attorno all’isola, per visitare le grotte, che altrimenti non potrete vedere. L’isola infatti è visitabile solo sino ad un certo punto, essendo area protetta non è soggetta a vincoli nell’interesse di tutelarla.

Come arrivare: L’isolotto è collegato alla terra ferma da una striscia di sabbia. Solitamente con la bassa marea è facile raggiungere l’isola, mentre quando vi è l’alta marea è più difficoltoso. In ogni caso non vi è molta strada da fare, per cui si può dire che sia facilmente accessibile.


Dalla città di Taormina è possibile raggiungere Isola bella con la funivia che collega appunto la città a Mazzarò oppure arrivare in via guardiola vecchia in cui vi sono delle scale. Le scale sono numerose, è consigliabile arrivare lungo la statale con un mezzo (nei dintorni vi è il parcheggio) e poi successivamente immettersi nelle scale che portano all’isola. Quest’ultimi sono obbligatori per poter arrivare nella spiaggia dell’isola. Una volta arrivati potrete scegliere se accomodarsi nella spiaggia (libera) oppure affittare lettini ed ombrelloni nei lidi locali. In ogni caso è possibile comunque accedere gratuitamente nella spiaggia.

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